28 maggio 2018

Una cosa divertente che non farò mai più - David Foster Wallace {Recensione no-spoiler}

Buongiorno a tutti lettori,

bentornati sul blog e buon lunedì. Oggi vi racconto la mia iniziazione ad un autore amatissimo: David Foster Wallace. Ho rimandato la lettura per tanto tempo e alla fine ho deciso di iniziare dal titolo per me più rischioso: Una cosa divertente che non farò mai più.
Perché rischioso? Perché i libri che dovrebbero far ridere spesso non mi piacciono, mi annoiano e non mi lasciano niente. Mi sono resa conto però che in questo caso non si tratta di un libro comico, ma invece di una satira feroce contro la società contemporanea. Ho scoperto uno scrittore brillante e mi sono effettivamente fatta delle sane risate! Vi consiglio davvero di recuperarlo.

Una cosa divertente che non farò mia più David foster wallace recensione no spoiler felice con un libro

Titolo: Una cosa divertente che non farò mai più
Autore: David Foster Wallace
Editore: Minimum Fax
Data Pubblicazione: 1997
Pagine: 149

Immaginate di venir pagati per scrivere un report giornalistico riguardante una crociera extralusso ai Caraibi. Crociera che ovviamente dovete sperimentare in prima persona e che quindi vi verrà pagata dalla stessa prestigiosa rivista che vi commissiona l'articolo.
Ecco, questo è ciò che è successo a David Foster Wallace nel 1995. Il fatto è che ciò che ne è scaturito è stato un resoconto assai geniale e spassoso, che oggi è diventato un famosissimo libro: Una cosa divertente che non farò mai più.

Un titolo che è già un programma, l'esperienza dell'autore si è rivelata infatti il pretesto perfetto per muovere una forte critica alla società americana contemporanea. A coloro che si illudono di potersi liberare da ogni pensiero e preoccupazione, a coloro che si omologano alla massa, a coloro che amano viziarsi, giudicare, seguire convenzioni che stabiliscano come ci si deve comportare. Una critica al falso buonismo, alla falsa gentilezza e alla falsa compostezza.

Wallace è una persona brillante, con un'intelligenza sopra la media, per di più in funzione di giornalista in questo caso, con un occhio critico più vigile e attento. Cosa ci si può aspettare, inserendolo in uno dei contesti più lussuosi e vacanzieri che si possano immaginare? 

Taccuino di DFW

Egli ci descrive la nave, i ponti, le cabine, i ristoranti, nonché il personale e gli altri passeggeri; ci spiega come è organizzata la crociera e le attività che si svolgono; confronta gli opuscoli pubblicitari con la realtà dell'esperienza. Ma, nonostante la bellezza dell'ambiente e del paesaggio, egli coglie subito l'essenziale, lo scopo della famosa crociera extralusso 7NC: l'opulenza e l'esagerato sfarzo servono per dimostrare che solo lì la perfezione esiste, al contrario della vita vera; i mille tipi di intrattenimento che ogni giorno vengono organizzati servono per non pensare, per eliminare preoccupazioni e desideri dalla mente e delegare ogni decisione a qualcun altro. In poche parole: spegnete il cervello e fate quello che è previsto, vi sentirete meglio.
La solitudine? Non esiste, guardate da quanta bella gente siete circondati.
La vecchiaia? Non pensateci, ci sono un sacco di attività divertenti a cui potete dedicarvi. 

"Perché è proprio questa -la promessa di appagare la parte di me che, sempre e soltanto, vuole- l'illusione fondamentale che la brochure vende. È da notare che la vera illusione, qui, non è che questa promessa sarà mantenuta, ma che sia possibile mantenerla. Questa è una grande gigantesca menzogna. E naturalmente io voglio crederci, fa***lo a buddha, voglio credere che magari questa vacanza dell'eterna illusione mi vizierà a sufficienza, che il lusso e il piacere saranno somministrati in maniera così completa e impeccabile che la mia parte infantile si sentirà finalmente appagata."


Una realtà amara purtroppo, ma Wallace ce la mostra in modo diverso: immersa in un resoconto troppo ironico per non ridere.

Provate a rimanere impassibili quando vi racconta della giovane domestica che riesce ad essere invisibile mentre pulisce e di come egli si sia appostato vicino alla sua cabina per capirne il trucco. Oppure quando vi spiega il fascino che esercita su di lui il water a risucchio. O quando vi racconta della maglia con stampata sopra una camicia che indosserà per la serata formale...

Ma il meglio di sé Wallace lo dà nelle note a piè di pagina. Note spesso lunghissime, a volte più lunghe del capitolo stesso (!!).
Qui l'autore abbandona ogni tipo di remora e parla al lettore come se fosse un suo amico, un confidente, su cui riversa tutti i suoi arguti pensieri, i suoi commenti sarcastici, spesso autoironici, a volte cattivelli.
E fa ridere davvero perché è un'ironia spontanea e intelligente. 
"Lo conoscete questo sorriso, la strenua contrazione dei muscoli peribuccali con il parziale coinvolgimento degli zigomi, un sorriso che non ce la fa ad arrivare agli occhi e che non è altro che un tentativo calcolato di favorire gli interessi personali di chi sorride facendo finta che gli piaccia colui che riceve il sorriso. Perché i datori di lavoro e superiori costringo il loro inferiore ad allenarsi nel Sorriso Professionale? Sono forse l'unico cliente in cui grandi dosi di sorrisi del genere producono disperazione?"

Leggere questo libro è un po' come stare al bar a bere insieme lui e ad ascoltarlo parlare. 

In mezzo al lusso, alla vita patinata e inoppugnabile dei passeggieri della Nadir, con il suo stile colloquiale l'autore ci racconta tanti episodi singolari, e con le sue sagaci riflessioni ci riporta alla vita vera e autentica e ci permette di capire che per vivere bene non serve spegnere il cervello, basta sapersi fare una sana risata.

VOTO: 🌞🌞🌞🌞-
4-

Se volete acquistare il libro, potete farlo su Amazon al seguente link, così facendo riceverò una piccola commissione dal sito, che mi aiuterà a portare avanti il blog (per voi tutto rimarrà uguale). Grazie infinite!



A voi piace David Foster Wallace?
Cos'altro mi consigliate di suo?

Un bacione,
Silvia 💓

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