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Acquadolce - Akwaeke Emezi {Recensione no-spoiler}

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Un libro che parla dei demoni annidati in noi e la storia di un'autrice trans e non binaria.

Un viaggio incredibile. Uno degli esordi più belli degli ultimi anni. Stupefacente, diverso, meraviglioso.
Acquadolce di Akwaeke Emezi è una storia strana. Una storia strana e disturbante, che permette di interrogarsi sui demoni nascosti dentro di noi, sul ruolo del proprio corpo, sulle etichette che la società ci impone, sull’identità di genere e sull'imperfezione della mente umana, sulla malattia mentale. È un libro in cui si possono trovare tante cose, a seconda di chi lo legge: una propria idea di fede, la proiezione dei propri pensieri bui o di atteggiamenti considerati poco etici, la sensazione di essere imprigionati in una gabbia di carne, i problemi familiari, i traumi, la cattiveria, le conseguenze, il male.

È un libro che parla di talmente tante cose e lo fa cosi bene che questa recensione sarebbe superflua.. Servirà solo a tentare di convincervi a leggerlo, perché è la cosa …

Wisława Szymborska e le sue poesie

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"La gioia di scrivere. Il potere di perpetuare. La vendetta d'una mano mortale."
Ho letto un intero libro di poesie per la prima volta in vita mia.  Ebbene sì, sono una persona banale: preferisco la narrativa agli altri generi letterari. Ma grazie a voi lettori, che mi avete consigliata e spronata, è nata in me una scintilla di curiosità. Mi sono resa conto di essere totalmente inesperta sulla poesia, e ho quindi deciso di provare a scoprire questo mondo, andando oltre le mere conoscenze scolastiche. Per iniziare questo percorso ho scelto una delle più note poetesse moderne: Wisława Szymborska. La raccolta completa delle sue poesie è pubblicata in Italia da Adelphi con il titolo: “La gioia di scrivere”, e me la sono letta tutta, gustandola con calma in questi primi mesi dell'anno.
“Per la sua poesia che con ironica precisione permette al contesto storico e biologico di venire alla luce in frammenti di realtà umana”: questa è stata la motivazione che l’Accademia svedese h…

Il signore delle mosche - William Golding {Recensione no-spoiler}

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“Ma che cosa siamo? Degli esseri umani? O degli animali? O dei selvaggi?” Ci sono libri che non si scordano mai. Il signore delle mosche è uno di questi, perché manda un messaggio talmente agghiacciante, talmente vero, che paralizza, stampandosi nella mente. Nel 1983 l’autore, William Golding, è stato insignito del Premio Nobel per la letteratura “per i suoi romanzi che, con l'acume di un'arte narrativa realistica e la diversità e universalità del mito, illuminano la condizione umana nel mondo odierno.” Parole verissime che già di per se dovrebbero convincere della necessità di dedicarsi a questa lettura, classico intramontabile.


Le vergini suicide - Jeffrey Eugenides {Recensione no-spoiler}

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Il libro più ipnotico e affascinante dell’anno (fin’ora).

Che cosa ti aspetti da Le vergini suicide? Tristezza? Disperazione? Dramma? Non è quello che troverai.

Quando si legge un libro, molto dipende dalle aspettative che nutriamo. Il motivo principale per cui ne scegliamo uno rispetto ad un altro è che qualcosa ci colpisce: il titolo, la copertina, un dettaglio della trama, il modo in cui qualcuno ne ha parlato. Ecco, qualsiasi cosa pensiate di questo libro, non potrà mai darvi l'idea di come sarà davvero.



C'è qualcosa di strano in Le vergini suicide, romanzo nel quale Jeffrey Eugenides racconta la storia del suicidio di 5 ragazze: le 5 sorelle Lisbon, figlie di una famiglia benestante degli anni '70, abitanti di uno dei quartieri più perfetti dell' America suburbana, si tolgono la vita. Tutte. Nell'arco di un anno. Eppure l’autore non fa di questa tragedia il fulcro della narrazione, non gioca sul dolore, sulla disperazione, sulle ragioni del gesto. In poche par…

Le mie letture di Gennaio {Consigli di lettura}

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Il mio anno letterario è iniziato nel migliore dei modi: ho letto un sacco di libri e tutti belli! Quindi vado controcorrente e dichiaro che, fosse stato per me, Gennaio sarebbe durato ancora un pochino. Per non dimenticare questo mese molto proficuo, vi parlerò brevemente di tutte le letture che ho fatto, sperando possiate trovare qualcosa che vi ispira. Bando alle chiacchiere e via con il Wrap Up!

La vegetariana - Han Kang {Recensione no-spoiler}

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Sorpresa.
Pensavo davvero che non mi sarebbe piaciuto, ma la curiosità ha avuto la meglio: nel 2016, alla sua uscita in Italia, è stato discusso in lungo e in largo, c'era chi lo aveva amato, chi lo aveva odiato, chi non lo aveva compreso. Eppure, nonostante le centinaia di parole a riguardo, io continuavo a non capire tanto bene di cosa parlasse questo strano libro. Quando è così l’unica soluzione per mettersi l’animo in pace è prendersi un po’ di rischio e leggere. È quello che ho fatto io e… sorpresa: l’ho amato. Oggi quindi sono qui per parlarvi de La vegetariana di Han Kang. Non so bene che tipo di recensione verrà fuori, ma una cosa è certa: non capirete di cosa parla il romanzo davvero, perché descriverlo è impossibile.



Questo è un libro che può assumere migliaia di significati diversi: un libro altamente simbolico, che cambia al variare di chi lo legge e del suo stato d’animo. È una storia il cui senso globale potrebbe sfuggire, ma è giusto così. Non esiste un’interpretazi…

Gli indifferenti - Alberto Moravia {Recensione no-spoiler}

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Immaginate di scrivere un libro nel 1925, in Italia, in seguito alla guarigione dalla tubercolosi. Negli ultimi cinque anni, proprio a causa della malattia, non avete potuto frequentare granché la scuola e i vostri studi sono stati quasi esclusivamente costituiti dalla lettura di libri. Scrivete il vostro romanzo quindi e, senza nemmeno rendervene conto, tracciate un ritratto incredibile della borghesia italiana del tempo, sotto il regime fascista. Avete 18 anni e state scrivendo uno dei capolavori della letteratura italiana.
Come vi chiamate? Alberto Moravia. E il vostro esordio si intitola Gli indifferenti.


Leggere questo libro significa essere trascinati nella quotidianità dei salotti borghesi della Roma dell’anteguerra, significa provare il disgusto e la consapevolezza della realtà che vi circonda, fatta di apparenze, maschere, corruzione, abitudini. E significa anche ritrovarsi imprigionati, incatenati a dei personaggi incapaci di agire, sofferenti ma impotenti, di fronte all'…