31 luglio 2017

La macchia umana - Philip Roth {Recensione no-spoiler}

Buongiorno a tutti lettori e buon lunedì!
Oggi recensione molto importante, perché finalmente sono stata iniziata anche io alla lettura di uno degli autori contemporanei più amati nel mondo: Philip Roth. Ho deciso di approcciarmi a lui con uno dei suoi romanzi che mi ispirava di più: La macchia umana

La macchia umana Philip Roth felice con un libro recensione

Titolo: La macchia umana
Autore: Philip Roth
Editore: Einaudi
Data pubblicazione: Maggio 2000
Pagine: 395

RECENSIONE

Ne La macchia umana Nathan, il narratore, una sorta di alter ego di Philip Roth stesso, ci racconta di come un giorno Coleman Silk, il suo vicino settantunenne, sia entrato in casa sua, pieno di rabbia, chiedendogli di scrivere un libro su di lui, sulla sua storia.
Coleman è un ex professore (ed ex preside) di un piccolo college americano, dal quale si è ritirato in seguito ad un increscioso avvenimento: è stato accusato ingiustamente ed assurdamente, a causa di una semplice frase pronunciata nella situazione sbagliata. Il caos che è nato dopo questo fatto, ha provocato la malattia e in seguito la morte dell'anziana moglie dell'ex professore, o almeno questo è quello che Silk dichiara. È stata l'ipocrisia e la cattiveria dei suoi colleghi ad ucciderla, e adesso vuole che tutti lo sappiano, grazie ad un libro. Ma chi ha ragione? Cosa c'è dietro a tutta questa storia?

Beh, dietro c'è una vita intera, anzi, molte vite. Quella di un giovane Coleman, e di tutte le persone che lo circondavano. E anche quella di un Coleman ormai anziano, e delle poche persone che lo circondano oggi.

La macchia umana quindi non è soltanto la storia di un anziano professore che ha subìto un'ingiustizia:
È la storia di un giovane di colore che si è impegnato ad eccellere in tutto.
È la storia di una donna che ha vissuto tutti gli orrori della vita e che è invecchiata troppo in fretta.
È la storia di un ragazzo che ha scoperto le discriminazioni razziali e ha deciso di cambiare se stesso.
È la storia di un soldato, un reduce del Vietnam che non riesce a tornare al mondo reale.
È la storia di una giovane ragazza che decide di fuggire da una famiglia bigotta e perbenista per riuscire ad eccellere da sola, senza aiuto.
Ed è la storia di uno scrittore, che ha preso a cuore tutte queste storie.

In questo libro Roth racconta tutto questo. Racconta il razzismo, il sesso, l'amore, il dolore, racconta la pazzia e la rabbia, racconta la violenza, gli abusi e la morte, e soprattutto racconta l'ipocrisia. E lo fa senza filtri, in maniera dura e diretta.
Roth è sarcastico, provocatorio, cinico, scorretto. Non gli interessa stabilire cosa è giusto e cosa è sbagliato, vuole semplicemente rappresentare l'animo umano. E ci riesce alla grande.

Questo è proprio ciò che mi è piaciuto di più del romanzo: il fatto che l'autore deidealizza l'uomo. In tutto il romanzo non c'è un singolo personaggio totalmente positivo, né un singolo personaggio totalmente negativo. Perché sono tutti umani. Il confine tra vittima e colpevole si perde, diventa evanescente. Chi può dichiararsi completamente innocente? Nessuno.
L'uomo non è perfetto, anzi, è luce ma anche ombra, ama l'ipocrisia e la menzogna, è egoista e pronto a tradire i suoi simili per il proprio tornaconto, vuole conservare le apparenze per mostrarsi superiore, quando in realtà è debole.

Nel raccontarci le storie dei personaggi, Roth ne assume spesso il punto di vista, ci permette di entrare nella loro mente e di capire le motivazioni delle loro scelte.

Leggere questo libro è un'esperienza bellissima e molto intensa. Mette a nudo cose che non vorremmo far sapere, ci dice quello che non vorremmo sentirci dire.

Penso che La macchia umana non sia un libro per tutti, va letto con calma e concentrazione perché la scrittura di Roth è magistrale ma anche molto pregna. Io stessa sono dovuta andare a cercare un paio di termini sul dizionario!

Sentite cosa scrive dopo solamente UNA pagina, parlando dello scandalo su Bill Clinton:

Era estate, in America, quando tornò la nausea, quando non cessarono gli scherzi, quando non cessarono le congetture e le teorie e le iperboli, quando l'obbligo morale di spiegare ai propri figli la vita degli adulti fu abrogato per tenere viva in loro ogni illusione sulla vita degli adulti, quando la meschinità della gente apparve semplicemente schiacciante, quando una specie di demone era stato sguinzagliato nel paese e, da ambo le parti, la gente si chiedeva: "Perché siamo cosi pazzi?", quando uomini e donne, svegliandosi al mattino, scoprivano che durante la notte, in un sonno che li aveva trasportati oltre l'invidia o il ribrezzo, avevano sognato la spudoratezza di Bill Clinton. Sognai io stesso un gigantesco striscione, dadaisticamente teso come uno degli involucri di Christo da un capo all'altro della Casa Bianca, con la scritta QUI ABITA UN ESSERE UMANO. Era l'estate in cui - per la miliardesima volta - il casino, il pasticcio, il guazzabuglio si dimostrò più sottile dell'ideologia di questo e della moralità di quello. Era l'estate in cui il pene di un presidente invase la mente di tutti e la vita, in tutta la sua invereconda sconcezza, ancora una volta disorientò l'America.

Nonostante non sia facile, allo stesso tempo è una lettura che tutti nella vita dovrebbero fare, al momento giusto. Perché è uno di quei romanzi che arricchisce, che lascia con tante domande in testa e spinge a riflettere su temi importanti.

Le mie parti preferite sono quelle che riguardano Les, un veterano del Vietnam tormentato dai disturbi da stress post traumatico. Les è il demonio, è il personaggio più deviato e fuori controllo in tutto il romanzo, eppure, quando Roth descriveva la sua mente, avevo i brividi. Perché leggendo, la rabbia di questo personaggio mi è sembrata quasi comprensibile, e questa cosa mi ha sconvolta perché non volevo arrivare a capire questo personaggio, volevo semplicemente odiarlo.

La macchia umana mi ha scombussolata e mi ha catturata, avevo aspettative altissime e non sono stata per niente delusa.
Adesso, con calma, dovrò leggermi tutto Roth 💖

VOTO: 🌞🌞🌞🌞🌞
5

E se voi non lo avete ancora fatto, leggetelo. Vi prometto che non ve ne pentirete!

Dalla mia postazione vacanziera, vi mando un bacione,

Silvia 💕

26 luglio 2017

Liebster Award

Buongiorno a tutti 😊
Oggi mi dedico ad un post diverso da solito, perché tre gentilissime ragazze mi hanno nominata ai Liebster Award, e ci tengo a rispondere. Scoprirete quindi qualcosina di me e della mia passione per la lettura. Enjoy 💗




24 luglio 2017

La straordinaria invenzione di Hugo Cabret - Brian Selznick {Recensione no-spoiler}

Buongiorno a tutti lettori!
Nonostante i tremila impegni anche questo lunedì sono con voi, pronta per una nuova recensione 😊 Oggi vi parlo di un libro che ho cercato in lungo e in largo.. senza risultati! Mi sono dovuta affidare quindi alla mia amata biblioteca, che come sempre non mi ha delusa. 
La straordinaria invenzione di Hugo Cabret di Brian Selznick è un romanzo per ragazzi molto particolare, adatto a chiunque abbia voglia di provare un'esperienza di lettura diversa. Venite a scoprirlo con me.

La straordinaria invenzione di Hugo Cabret Brian Selznick Recensione Felice con un libro

Titolo: La straordinaria invenzione di Hugo Cabret
Autore: Brian Selznick
Editore: Mondadori
Data pubblicazione: Gennaio 2007
Pagine: 540

RECENSIONE:

Hugo Cabret è un ragazzino orfano che vive all'interno di una stazione e che ogni giorno si assicura di caricare tutti gli orologi dell'edificio, in modo che segnino sempre l'ora esatta. Ogni tanto Hugo si ritrova a rubare alcuni oggetti in un baracchino di giocattoli. Perché? Beh, perché lui custodisce un segreto a cui tiene tantissimo.
Ben presto il ragazzino dovrà dar conto delle proprie azioni al proprietario del baracchino e alla sua nipotina, e pian piano verrà a galla un mistero sempre più grande. Un mistero che ha a che fare con suo padre, con l'illusionismo e con il cinema.

Non posso svelarvi di più sulla trama, il libro è molto breve e non voglio rovinarvi il piacere della scoperta!

Posso però dirvi che la storia è molto carina e ben costruita, con la giusta dose di mistero, capace di catturare l'attenzione del lettore. E inoltre si rivela interessante perché, ad un certo punto, la fiction, la storia inventata, si mescola alla realtà, a fatti e personaggi realmente accaduti.
Questo libro è stato quindi per me un'occasione per imparare qualcosina sull'illusionismo e sulla nascita del cinema e soprattutto per venire a conoscenza della affascinante storia di un personaggio di cui non sapevo nulla.

Come vi ho già accennato però, oltre alla storia, c'è qualcos'altro che rende questo libro molto speciale, ed è il modo in cui essa è raccontata: in parte attraverso la narrazione scritta, come in tutti i romanzi, e in parte per immagini. Immagini che quindi non sono semplici illustrazione che arricchiscono il romanzo, ma che raccontano esse stesse una parte di storia.
È quindi un'esperienza di lettura diversa dal solito, né un romanzo vero e proprio né una graphic novel.

La straordinaria invenzione di Hugo Cabret Brian Selznick Recensione Felice con un libro


Ovviamente, essendo un libro per ragazzi, la parte dedicata alle immagini è sempre molto semplice da comprendere, e la gran parte dei fatti principali è in forma scritta.

Le immagini sono quasi tutte disegni e, nonostante io non sia un'esperta, trovo che siano tutti molto belli. Alcuni sono persino disegni reali del passato, creati da uno dei personaggi di cui si parla nel libro (ci sono anche vere fotografie!).

La straordinaria invenzione di Hugo Cabret Brian Selznick Recensione Felice con un libro


Insomma, questo libro è un piccolo gioiellino bellissimo da sfogliare e da guardare!

Ho apprezzato molto questa lettura e penso sia adatta a tutti, sia a coloro che hanno voglia di qualcosa di leggero e diverso, sia a chi vorrebbe iniziare a leggere in inglese (adattissimo!), sia ai bambini!

VOTO: 🌞🌞🌞🌞
4

E voi lo avete letto?? Vi ispira come lettura?
Vi mando un bacione e vi aspetto alla prossima recensione, sperando di poter dire di essere finalmente in vacanza!

Silvia 💘

17 luglio 2017

L'amica geniale - Elena Ferrante {Recensione no-spoiler}

Buongiorno a tutti lettori!
Come state? Io sto combattendo contro la sessione estiva di esami ma sto anche leggendo tanti libri belli. Oggi vi parlo di uno di questi, chiacchieratissimo, amatissimo, così come è chiacchieratissima l'autrice, che nasconde la sua identità dietro ad uno pseudonimo: Elena Ferrante.
Ebbene sì, sono qui per recensirvi il primo libro della famosissima serie pubblicata da Edizioni E/O: L'amica geniale.

L'amica geniale Elena Ferrante recensione Felice con un libro

Titolo: L'amica geniale
Autore: Elena Ferrante
Editore: Edizioni E/O
Data pubblicazione: Ottobre 2011
Pagine: 327

RECENSIONE:

L'amica geniale è la storia di, appunto, due amiche, Lila ed Elena, raccontata da quest'ultima. Ed in particolare è la storia della loro infanzia ed adolescenza, dal momento in cui si sono conosciute in avanti.

Elena è una ragazzina pacata e gentile, molto amata e stimata in paese. È anche estremamente intelligente e si ritrova ben presto circondata da persone che si aspettano molto da lei e che le offrono l'occasione di sfruttare le sue capacità. È una persona molto riflessiva e attenta, riesce a notare nella realtà che la circonda dei dettagli che agli occhi degli altri passerebbero inosservati.

Lila invece è una bambina determinata e coraggiosa ma anche arrogante e dispotica, ha un atteggiamento ostile che in pochi riescono a comprendere o apprezzare. Anche lei è estremamente intelligente, è un piccolo genio capace di imparare di tutto senza l'aiuto di nessuno, ma purtroppo vive in un ambiente familiare che non le permette di coltivare le sue passioni.

Nonostante due personalità completamente diverse, Lila ed Elena riescono a creare un legame bellissimo e raro, tanto forte da sembrare in alcune situazioni quasi una dipendenza l'una verso l'altra. E proprio questo legame è al centro della storia del libro.

Nel romanzo non c'è una trama vera e propria, perché esso racconta semplicemente la vita. La vita semplice, la vita complicata, la vita bella, la vita brutta, tutte le sfumature della vita. La vita vissuta da due bambine (e poi ragazzine) nella Napoli degli anni '50 e '60.

Elena Ferrante non cerca di stupire i lettori con colpi di scena o storie sensazionali, decide invece di narrare una storia comune e lo fa in modo unico
Mi spiego meglio: quello che colpisce tanto di questo libro è la sensazione di fondersi con esso. Di visitare il rione di Napoli, di andare a scuola insieme alle protagoniste, di conoscere tutti quanti, Lila, Elena, ma anche Rino, Carmela, Pasquale, Enzo.
All'inizio del romanzo c'è un indice di tutti i personaggi, perché si potrebbe fare fatica con tutti quei nomi.. ma arrivati a metà libro, vi assicuro che sarà assolutamente superfluo. Saprete esattamente chi è quel singolo personaggio, perché sarà come se lo conosceste da sempre.

L'amica geniale è coinvolgente. E soprattutto coinvolgente in maniera realistica. Non c'è niente di strano o artificioso in questa storia, niente che potrebbe far pensare ad un'opera di fiction. Questa potrebbe essere la storia di chiunque, ed è la storia di chiunque, perché ci sarà sicuramente un momento, o anche più di uno, in cui vi identificherete in una delle due protagoniste, in un loro atteggiamento o in un loro pensiero.
Elena Ferrante, attraverso la protagonista omonima, riesce a mettere su carta non solo le vicende umane, ma anche i sentimenti, i pensieri. Credetemi, dovete provare a leggerlo per capire: quando Elena vede il mare proverete meraviglia insieme a lei, quando insieme a Lila va a bussare alla porta del malvagio Don Achille sentirete la paura insieme a loro. Si sente la presenza delle due protagoniste nella stanza, mentre si legge.

Leggere questo libro è quasi un'esperienza sensoriale.
(Non avete idea di quanta voglia io abbia di visitare Napoli ora!!!)

È un libro calmo e tranquillo per la maggior parte del tempo, forse anche un po' lento (non saprei, io l'ho divorato), ma in grado di emozionare tantissimo.

Non ho ancora deciso quale delle due protagoniste ho apprezzato di più, anche se una minima preferenza ce l'ho.
Queste due ragazze sono tanto legate l'una all'altra che è quasi difficile immaginarle come due persone separate, e alla fine non risulta neanche chiaro: chi è delle due l'amica geniale?

Il romanzo si conclude con il botto e, non voglio dire che lascia appesi in modo eclatante ma... lascia appesi!!

Quando l'ho finito volevo subito il secondo volume ma sfortunatamente non ce l'ho ancora, quindi dovrò rassegnarmi a leggere la saga con calma 😟

Consiglio sicuramente di leggere questo libro, perché è un'esperienza bellissima. Se non fa per voi ve ne accorgerete e pazienza, ma dategli una chance! 
Secondo me tra l'altro è perfetto per l'estate!

VOTO: 🌞🌞🌞🌞e mezzo
4,5

E voi avete letto questo romanzo? Cosa ne pensate?? I sequel sono belli quanto il primo? 
E soprattutto.. Chi è secondo voi l'amica geniale???

Vi mando un bacione,
Silvia 💓

10 luglio 2017

La camera azzurra - Georges Simenon {Recensione no-spoiler}

Buongiorno a tutti lettori e bentornati sul blog!

Oggi vi parlo di un libro che mi ha stregata: La camera azzurra di Georges Simenon
È il primo libro di questo autore che leggo, ne avevo sempre sentito parlare molto bene e ora sono qui per confermarvi questa opinione. La recensione oggi la scrivo in maniera un po' diversa rispetto alle altre, perché ho finito questo libro in una notte, proprio perché non riuscivo a smettere di leggere. La mattina dopo ho sentito il bisogno di mettere subito per iscritto le mie sensazioni, quindi ho scritto molto di getto.
Se cercate un libro che vi tenga incollati alle pagine dall'inizio alla fine, è questo.

La camera azzurra Georges Simenon recensione Felice con un libro

Titolo: La camera azzurra
Autore: Georges Simenon
Editore: Adelphi
Data pubblicazione: 1964
Pagine: 153

RECENSIONE:

Il protagonista di questo romanzo è Tony Falcone , un uomo sulla trentina che da poco si è messo in proprio e che vive insieme alla moglie e alla figlia piccola. E che cos'è la camera azzurra del titolo? È la stanza di albergo in cui Tony occasionalmente ha degli incontri passionali con la sua amante, Andrée.

Il narratore ci racconta la vita di Tony, la sua relazione adultera e le sue sensazioni negli ultimi mesi trascorsi. Questo racconto è continuamente intrecciato con gli avvenimenti del tempo presente. Presente in cui il protagonista stesso ci spiega quello che è successo, rispondendo ad alcune domande. Tony infatti si trova in prigione, ed è sottoposto a continui interrogatori.

Si capisce quindi fin da subito che questo personaggio è accusato di qualcosa, che un fatto tragico è avvenuto anche se non sappiamo quale. La domanda infatti che sorge subito spontanea nel lettore è: Che cosa è successo? Perché Tony è in prigione? 

Se siete il tipo di lettori che vogliono tutto e subito questo libro non fa per voi. Fin dall'inizio infatti si instaura un senso di attesa e di suspense nel lettore, che sente la costante presenza della tragicità della situazione pur non sapendo effettivamente quello che è successo. Da un momento all'altro ci si aspetta di scoprire qualcosa di terribile e devastante e ogni pagina viene letta quasi con frenesia, spinti dalla voglia di capire gli avvenimenti.
Questo è il motivo per cui ho iniziato il libro una mattina, e la sera mi sono ritrovata a leggerlo fino a notte: avevo bisogno di finirlo.

La camera azzurra è un libro intrigante e incalzante, uno di quei romanzi che, arrivato ad un certo punto, non puoi più chiudere. Un romanzo che ti tiene incollato alle pagine fino alla fine. Non mi capitava di rimanere così stregata da un libro da tantissimo tempo e non mi aspettavo che mi succedesse proprio con questo.

Già nelle prime 50 pagine il protagonista mi ha dato la sensazione di essere quasi apatico, privo di emozioni, un uomo che racconta avvenimenti e sensazioni senza partecipazione, quasi fosse un registratore. Ho avuto la sensazione che fosse come confuso, un uomo che non riesce ad esprimere quello che prova, di fronte alle domande dell'interrogatorio. Mi sono quindi dovuta ambientare un po' a questo tipo di narrazione ma, entrataci dentro, non ne sono più uscita.

Una volta conclusa la lettura ho capito che la scrittura che Simenon ha deciso di utilizzare è perfetta per questo libro. Finita l'ultima pagina tutti i tasselli, lo stile, la narrazione, gli atteggiamenti che potevano sembrare strani, sono risultati perfettamente in linea con quello che è scritto nel romanzo.

Questo libro è come una corsa velocissima che vi lascerà senza fiato.

Inizialmente ci troviamo davanti un personaggio che non ci piace, un uomo debole che tradisce la moglie. Piano piano iniziamo a farci un'idea di quello che potrebbe essere successo e andiamo avanti spinti dalla curiosità. Ad un certo punto il ritmo diventa sempre più serrato, la storia si rivela essere molto più complessa di quello che si pensava, e improvvisamente ci ritroviamo in ansia proprio per quel protagonista poco simpatico che è Tony .

Per me è stato un libro travolgente.
Non saprei come altro descriverlo.
Avete presente cosa significa finire un romanzo e sentire il cuore battere all'impazzata per 10 minuti? Ecco, La camera azzurra fa questo effetto.

Simenon è in grado di trasmettere emozioni fortissime con questo libro anche grazie al modo geniale in cui ha deciso di strutturarlo. Il lettore inizia ad approcciarsi alla storia, e piano piano ad affezionarsi alle vicende narrate e ai personaggi. Sa che presto arriverà una notizia tragica e inizia a fare supposizioni su quale questa possa essere. Inevitabilmente inizia a dare giudizi sui personaggi, a farsi un idea di chi possa essere la vittima e chi il colpevole.
E poi a un certo punto, rimane spiazzato, sconvolto. O per lo meno a me è successo così.

Perché avevo sbagliato a giudicare, perché mi ero affezionata a questa storia, che è tanto realistica e comune da poter essere la storia di tantissime persone.
Perché una volta esplicitata la tragedia, vengono a galla finalmente anche i sentimenti del protagonista. Ed è devastante. Ma non c'è neanche il tempo di abituarsi a questa sensazione, perché ormai siamo arrivati alla conclusione del romanzo, che ci lascia quindi così, in balia delle nostre emozioni.

Consigliatissimo.

VOTO: 🌞🌞🌞🌞🌞
5

Vi ho convinti almeno un po' a dare una chance a questo autore?? Spero di sì! 
E per coloro che invece conoscono già questo libro: Cosa ne pensate del finale?? Avete altri libri di Simenon da consigliare?

Scusate le mille domande ma ho ancora un po' di frenesia addosso! 
Vi mando un bacione,

Silvia 💗

3 luglio 2017

Ragione e sentimento - Jane Austen {Recensione no-spoiler}

Buongiorno a tutti e bentornati sul blog!
Poco tempo fa feci un articolo in cui parlavo dei gentiluomini e in particolare del personaggio di Edward Ferrars (qui, attenti agli spoiler però).
Oggi riprendo un po' l'argomento perché vi propongo la recensione del romanzo di cui fa parte quel personaggio, ovvero Ragione e sentimento di Jane Austen. Sapete già che io ho adorato la Austen e il suo Orgoglio e pregiudizio, e devo dire che anche Ragione e sentimento mi è piaciuto molto, anche se spesso viene sottovalutato.
Venite insieme a me a scoprire questo romanzo.

Ragione e sentimento Jane Austen Recensione Felice con un libro

Titolo: Ragione e sentimento
Autore: Jane Austen
Editore: Lo trovate in tantissime edizioni
Data pubblicazione: 1811
Pagine: 416

RECENSIONE

Il romanzo racconta le vicende di una famiglia del Devonshire: la famiglia Dashwood.
A causa della morte del padre di famiglia, le sorelle Dashwood, insieme alla madre, dovranno cambiare casa ed affrontare un periodo di ristrettezze economiche.
Le principali protagoniste sono le due sorelle maggiori: Elinor e Marianne. Elinor è la più grande, è una ragazza molto intelligente e riflessiva, a differenza di Marianne, che ha un carattere molto più impulsivo e passionale, più vicino a quello della madre. Le due ragazze si vogliono un gran bene, e non potrebbero vivere l'una senza l'altra. Nonostante questo hanno però dei caratteri opposti, e questo fatto permette di avere sempre una visione diversa riguardo ogni avvenimento: quella più romantica di Marianne e quella più razionale di Elinor.

Il romanzo si sviluppa raccontando le tante avventure di queste due ragazze, i loro amori, le loro delusioni, il loro rapporto con la madre, con il fratellastro, e con tanti altri personaggi che ruotano attorno ad esse.

Come avevo già avuto occasione di notare, una delle capacità dell'autrice è quella di trasportare il lettore all'interno della storia. Nonostante infatti i personaggi siano tantissimi, ognuno di essi è caratterizzato talmente bene, con dei tratti e dei comportamenti suoi specifici che lo rendono subito riconoscibile, che sembra quasi al lettore di conoscerli davvero, di essere là in Gran Bretagna a parlare con loro. Questa cosa mi stupisce ogni volta che leggo qualcosa della Austen: considerando che questo romanzo è stato scritto alla fine del 700, è una qualità straordinaria. Questo è anche il motivo per cui io il libro l'ho divorato, nonostante sia abbastanza lunghetto, in quanto supera le 400 pagine.

Come ho già detto i personaggi sono tantissimi, oltre alle due sorelle maggiori, conoscerete Margaret, la terza sorella più piccolina e molto molto vivace, conoscerete la madre, una donna premurosa e sempre attenta e desiderosa del bene delle figlie. Conoscerete il fratellastro John, un uomo completamente sotto il controllo della moglie, avara e gelida. Mrs Jennings, una chiacchierona tutto pepe, e infine avrete anche una buona dose di gentiluomini, come mister Ferrars o il Colonnello Brandon. Vi avviso che incapperete anche in qualche mascalzone!

L'ambientazione è quella della campagna inglese e della Londra del periodo.
Io amo molto i romanzi ambientati nel passato, perché permettono di capire e immaginare com'era la vita in altre epoche. In particolare in questo libro ho amato le descrizioni dei banchetti, delle feste, dei balli, ma anche quelle della natura e della campagna inglese.

Ho notato che questo libro della Austen è un po' sottovalutato rispetto agli altri, io invece l'ho trovato ugualmente appassionante e coinvolgente. Forse ci sono dei tratti nella storia che sono un po' più lenti, in cui alcune vicende vengono messe in pausa per essere riprese dopo, ma non ho trovato questa cosa particolarmente disturbante e non mi ha rallentato la lettura.

Nel complesso penso sia un romanzo familiare capace di catturare l'attenzione, scritto molto bene e con la giusta dose di descrizioni, colpi di scena, romanticismo e dramma.

Dopo aver finito di leggere il libro, ho avuto occasione di vedere anche il film con Emma Thompson e Kate Winslet. Mi è piaciuto tantissimo! È fatto veramente bene, è molto molto fedele al libro e alcuni personaggi sono approfonditi anche di più.

Ragione e sentimento Jane Austen Recensione Felice con un libro
Elinor, Margaret e Marianne

Se avete voglia di immergervi nella campagna e nella Londra del Settecento e di conoscere la famiglia Dashwood vi consiglio sia la lettura del libro (che tanto con la Austen non si sbaglia mai) sia la visione del film.

VOTO: 🌞🌞🌞🌞
4

Voi avete letto il libro?? Qual è il romanzo che preferite di Jane Austen??
Vi mando un bacione,

Silvia 💗