16 febbraio 2017

Creatura di sabbia - Tahar Ben Jelloun {Recensione no-spoiler}


"Qualche cosa in me rabbrividisce. Deve essere l'anima."

Buongiorno a tutti 😊
Oggi vi propongo un articolo a cui tengo molto, perché vi recensisco un libro che mi è rimasto nel cuore: Creatura di sabbia di Tahar Ben Jelloun. Non è una lettura facile, ma io la trovo geniale e ho soltanto cose belle da dire su di essa, quindi non posso far altro che consigliarla a tutti voi.


Titolo: Creatura di sabbia
Autore: Tahar Ben Jelloun
Editore: Einaudi
Pagine: 160

RECENSIONE

Il romanzo dovrebbe raccontare la storia di Ahmed: Ahmed è femmina, ma ha la sventura di nascere dopo sette sorelle. Siamo in Marocco e, il padre del protagonista, per avere un erede, decide di trasformare questa ottava figlia in un uomo. Ahmed viene quindi cresciuto come un ragazzo, per svolgere poi il ruolo di capofamiglia.

Ho detto che il libro dovrebbe raccontare la storia di Ahmed. Dovrebbe perché il modo in cui tale storia viene raccontata è molto diverso rispetto a quello usuale. Dobbiamo infatti immaginare di trovarci in una piazza del Marocco in cui un cantore di storie, un narratore, racconta di Ahmed. Tale narratore dichiara di aver trovato il diario in cui il protagonista ha appuntato tutti i suoi pensieri e le sue avventure. Inizia così il racconto. Fatto sta che ad un certo punto il primo narratore, viene interrotto da un secondo, il quale proclama di essere lui in possesso del vero diario di Ahmed. Il secondo narratore sostituisce quindi il primo e prosegue la storia. Arriva un momento poi in cui anche questo secondo narratore viene meno. E verrà sostituito da altri narratori, i quali via via proseguiranno la narrazione e talvolta andranno a modificare anche i racconti precedenti. La storia così si intreccia e si avvolge su se stessa, fino a giungere all'epilogo finale.

Questo modo di raccontare la vita di Ahmed, questo continuo cambio di narratori, fa sì che il confine tra finzione e realtà sia sempre più confuso, tanto da arrivare a scomparire. Chi sta raccontando la vera storia? Chi invece la sta inventando di sana pianta? È questo che, da un certo momento in poi, il lettore si domanderà.

Insieme a tutti questi diversi narratori poi, cambiano anche gli stili e i modi di raccontare. Jelloun quindi utilizza molti linguaggi diversi: si passa dallo stile del cantore, che racconta una storia in una piazza, a quello del protagonista Ahmed che scrive sul diario in modo molto lirico, quasi poetico; dallo stile epistolare di alcune lettere ricevute dal protagonista, a quello brutale e schietto di un anziano figlio di uno schiavo.

Questo artificio artistico, questo esercizio di stile dell'autore, rende la lettura molto particolare, originale e davvero interessantissima.

Nonostante tutti gli intrecci narrativi comunque, la storia di Ahmed emerge nel romanzo. É una storia che incuriosisce, che spinge a continuare la lettura per sapere come andrà a finire e soprattutto cattura perché è raccontata sempre con trasporto e sentimento.
É la storia di una bambina che cresce comandando le sorelle, ricevendo tutti i privilegi della famiglia, compresi l'amore e anche l'eredità del padre. Tuttavia essa non è una bambina stupida: Ahmed si rende conto della situazione, e, anche se inizialmente la accetta, ad un certo punto si verifica una svolta, innescata da un episodio in particolare. Da quel momento Ahmed vive un forte dissidio interiore, e inizia a riempire il suo diario di pensieri che riflettono il suo stato d'animo. Chi è Ahmed? Qual è il suo destino?

"Lo specchio è diventato la strada attraverso la quale il mio corpo è pervenuto a questo stato, dove si schiaccia nella terra, scava una tomba provvisoria e si lascia attirare dalle radici vive che si aggrovigliano sotto le pietre, si appiattisce sotto il perso di questa enorme tristezza di cui poche persone hanno il privilegio non già di conoscere, ma semplicemente di indovinare le forme e le tenebre."

Importante ed evidente nel romanzo e nella storia è anche la critica sociale, in particolare al Marocco e a come viene vista la figura della donna: inferiore all'uomo. Più volte ricorrono frasi che denunciano l'ingiustizia di questo modo di pensare, che chiaramente Jelloun condanna.

Creatura di sabbia non è un romanzo semplice, né leggero. É un libro che va letto lentamente e con concentrazione. É una di quelle letture in cui l'autore gioca con il lettore, si prende gioco di lui, mina tutte le sue certezze. Arrivati alla fine tiriamo un sospiro di sollievo e poi pensiamo "Avrò capito bene? Che cosa ho letto??". É geniale. Semplicemente.

Se amate la grande letteratura, non potete farvelo scappare.

VOTO: 🌞🌞🌞🌞 e mezzo 

(La sensazione che ho provato a fine lettura è stata molto a simile a quella che ho sperimentato dopo aver concluso "Trilogia della città di K" della Kristoff, di cui vi ho brevemente parlato nella Top10 )

Lo consiglio vivamente, leggetelo e poi fatemi sapere cosa ne pensate.

Spero che l'articolo vi sia piaciuto, se vi ho convinti lasciatemi un commentino 😉
Un bacione
Silvia 💖

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