26 febbraio 2018

Le braci - Sándor Márai {Recensione no-spoiler}

Buongiorno a tutti lettori,

bentornati sul blog. Oggi vi parlo di un libro Adelphi sul quale avevo molte riserve: è un romanzo che è stato riscoperto di recente ed è diventato molto famoso. Dalla trama non credevo mi sarebbe piaciuto più di tanto, ma mi sbagliavo: probabilmente il miglior libro del 2018 fino ad ora. Ecco tutto quello che penso su Le braci di Sándor Márai.

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Titolo: Le braci
Autore: Sándor Márai
Editore: Adelphi
Data pubblicazione: 1942 / 1998
Pagine: 172

Le braci racconta la storia di un'amicizia, quella tra Henrik e Konrad, spezzata all'improvviso. Ma cosa può aver spinto due uomini che hanno scelto di crescere insieme come fratelli a separarsi? Quarantun'anni sono passati. Quarantun'anni dall'ultima volta in cui si sono visti. Da quel momento il protagonista, Henrik, ha vissuto quasi confinato nel suo enorme castello, mentre Konrad ha viaggiato per il mondo. Adesso però quest'ultimo è tornato e, nonostante i due siano ormai anziani, ci sono ancora delle questioni in sospeso che necessitano di essere risolte, questioni che hanno a che fare con una terza persona: Krisztina.

La trama incuriosisce, sottolinea l'alone di mistero che aleggia in tutta la narrazione ma, come ho già detto, non rende minimamente l'idea di cosa possa essere questo libro.
Ci sono sì nel romanzo degli eventi da scoprire, e la storia si basa completamente su una fatidica domanda: cosa è successo il 2 Luglio del 1899, quarantun'anni prima del momento in cui inizia la narrazione? Una domanda questa che, più che incuriosire, ossessiona il lettore, che viene avvolto dalla tensione pagina dopo pagina.
Ed è tutto merito di Márai se la sensazione di suspense non ci abbandona mai, perché riesce ad intrecciare la narrazione in modo magistrale. Qualche flashback qua e la, episodi interrotti a metà, personaggi che non vengono chiamati per nome ma per epiteti: il generale, l'ospite, l'ufficiale.. Márai ci fa credere che il momento clou della rivelazione sia arrivato e poi puf, smonta tutto; ci tiene sulle spine, vuole farci raggiungere il massimo della tensione possibile, perché sa che quello che poi avrà da dire sarà incredibile.

Se pensate infatti che questa sia una delle tante storie di amicizia o tradimento, vi assicuro che vi sbagliate. Le braci è un libro che parla delle pulsioni umane.
Proprio così. Mentre la prima parte si occupa di creare l'ambientazione della storia, di incuriosire e trascinare il lettore al limite dell'accettabile (oltre il quale il libro diventerebbe quasi noioso), all'improvviso c'è un cambio di registro e la narrazione si trasforma in un lunghissimo, bellissimo e dolorosissimo monologo.

In questa seconda parte le passioni che governano l'uomo sono le protagoniste. Márai riesce a sviscerare totalmente l'animo umano, le sensazioni, le emozioni, le pulsioni. E per quanto mi riguarda, parla direttamente al cuore.
Il generale è un uomo anziano, che ha avuto 40 anni per riflettere sulla vita, sulla morte, sul destino, sul bene, sul male. E il risultato è che riesce a raccontarci concetti che sembrano inesprimibili. A esprimerli in parole.

Cosa porta un uomo ad agire in un determinato modo? E quanto di ciò che subiamo, di ciò che ci accade è veramente importante?
Quanta oscurità c'è nell'animo?
Se un amico desidera vendetta è un vero amico? Se un uomo pretende fedeltà ama veramente?


Márai descrive i legami tra gli uomini quasi come fossero qualcosa di ultraterreno. Quelli forti, quelli veri, fatti di sensazioni reciproche e attimi di comprensione, sono indistruttibili.

Le braci
è un libro disarmante e illuminante, e io mi sono davvero commossa nella lettura.

È uno di quei libri che ritengo indispensabili per me, perché mi ha permesso di riflettere su concetti ai quali probabilmente non avrei mai pensato da sola, perché mi ha lasciato qualcosa: delle domande a cui dare risposta  (o che forse la risposta la danno già di per se), delle cose a cui pensare.
Sono davvero sicura che alcuni passi di questo libro mi torneranno spesso in mente.

Fatevi un favore e leggetelo tutti.

VOTO: 🌞🌞🌞🌞🌞
5

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E voi avete letto niente di Sándor Márai? Io voglio recuperare un po' tutti i suoi libri quindi avanti con i consigli!

Vi mando come sempre un bacione,
Silvia 💜

6 commenti:

  1. Ciao Silvia,un libro che mi ispira e richiama da molto tempo, gli darò un'occasione in futuro. Un abbraccio:)

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    1. Ciao Diletta, te lo consiglio davvero tantissimo :) Quando ti capita sotto mano prendilo. Un abbraccione anche a te!

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  2. Ne ho sentito parlare tanto e, come tutti i libri così rinomati, non mi convince del tutto. Di solito quando tutti parlano così bene di un libro poi non mi piace. Comunque lo leggerò, spero di non rimanere delusa.

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    1. Ti dirò, a me la trama non ispirava quindi non sono partita con aspettative altissime, ovviamente la lettura è soggettiva però credo sia un libro bellissimo :) Spero piaccia anche a te!

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  3. come ti avevo forse scritto su instagram, io ho comprato da pochissimo questo libro (trovato usato) ma mi ronzava attorno da un po'. Non l'ho ancora letto ma nel mentre l'ho prestato a mia mamma, che mi ha detto essere meraviglioso, nonostante una prima parte lentina. Spero di leggerlo a breve!

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    1. Spero che ti piaccia quanto è piaciuto a me Silvia :) Il trucco è non focalizzarsi solo sulla trama ma stare attenti a quello che viene detto.. Hai fatto benissimo a prenderlo all'usato. Buona lettura :) Poi mi dovrai far sapere se ti è piaciuto!!

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