19 febbraio 2018

Memorie di una geisha - Arthur Golden {Recensione no-spoiler}

Buongiorno a tutti lettori,
bentornati sul blog. Oggi vi recensisco un libro che ho letto grazie ai consigli di molti di voi, che mi siete venuti in aiuto quando ero sommersa di titoli e non riuscivo a decidere quale iniziare.
Con mia grande sorpresa mi avete straconsigliato Memorie di una geisha di Arthur Golden, che tra l'altro mi aspettava sullo scaffale da ben due anni! Anche per questo ho deciso di seguire il consiglio; risultato: ho scoperto un libro bellissimo, affascinante e perfetto per ogni tipo di lettore.

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Titolo: Memorie di una geisha
Autore: Arthur Golden
Editore: TEA
Data pubblicazione: 1997
Pagine: 563

Sayuri, un'importante geisha di Kyoto, ci racconta in questo libro la sua vita, dall'infanzia fino alla vecchiaia. Quando inizia il suo racconto, la protagonista è una bambina di otto anni con una caratteristica molto inusuale: i suoi occhi sono di un grigio trasparente, quasi impossibili da trovare in Giappone (e anche nel resto del mondo direi). In seguito ad alcuni importanti problemi familiari essa viene venduta e portata a sua insaputa a Kyoto per essere affidata alla famiglia Nitta e addestrata a diventare una geisha.

Attraverso la storia di Sayuri, Arthur Golden ci spalanca davanti le porte di un mondo misterioso e semi sconosciuto. Scopriamo cosa significhi vivere a Gion, il quartiere delle geishe di Kyoto e in particolare in una okiya, un'abitazione in cui si ricrea una sorta di famiglia artificiale, nella quale ogni componente ha uno scopo e un dovere ben preciso. Veniamo a conoscenza dell'esistenza della scuola per geishe, che dura tutta la vita, nella quale insegnano, tra le altre cose, a suonare e danzare. Scopriamo che il cammino per le apprendiste desiderose di diventare geishe è duro e faticoso, fatto di sacrifici e obbedienza, ma ci rendiamo anche conto che in Giappone ci sono geishe molto potenti e ben più ricche di gran parte della popolazione.

Ma cos'è una geisha? La storia di Sayuri risponde ampiamente a questa domanda e lo fa con un racconto commovente e affascinante.
Sayuri non è una geisha come tante, è una ragazza che proviene da un piccolo paesino, cresciuta con i valori della famiglia e dell'amore; per lei è molto difficile seguire le regole e le imposizioni di Gion, perché è incapace di nascondere i propri sentimenti. Ed è proprio questo aspetto a far si che questo libro, narrato da lei in prima persona, risulti avvincente e toccante: raccontando la sua storia e il mondo delle geishe Sayuri ci confessa il suo spaesamento, il suo dolore, la sua determinazione e il suo coraggio. In mezzo alle descrizioni di Gion, delle cerimonie del te e degli spettacoli teatrali quindi, ci racconta anche la forza delle sue emozioni, ci parla di amore, di affetto, di speranze e desideri.

Arthur Golden riesce a creare un romanzo dosato perfettamente: da un lato le avvincenti avventure della protagonista rendono il lettore curioso e desideroso di proseguire, per scoprire cosa succederà; dall'altro egli rimane affascinato, quasi estasiato di fronte alle decine e decine di cose nuove che apprende, di fronte ad un mondo completamente nuovo ed estraneo. In ogni capitolo c'è qualcosa di diverso da scoprire, e la scrittura fluida di Golden rende la lettura estremamente interessante.

Memorie di una geisha è uno di quei romanzi che riesce ad assorbire completamente il lettore: ci si perde in mezzo alle strade di Kyoto, ai ricevimenti, alle feste, alle lezioni. La vita della protagonista ci scorre davanti insieme ai capitoli senza che ce ne accorgiamo. E si arriva alla fine delle quasi 600 pagine per poi domandarsi: come, e adesso? Perché non se ne ha abbastanza di quelle atmosfere, di quel racconto esaltante che ci fa evadere dalla quotidianità che conosciamo e ci immerge in una realtà completamente nuova.

Memorie di una geisha è un romanzo fittizio che però sembra reale, tanto da chiedersi a fine lettura se l'autore si sia davvero inventato tutto, se non esista da qualche parte quella dolce Sayuri a cui tanto ci si affeziona durante la narrazione.
La risposta è: forse, ma probabilmente no.
L'autore nei ringraziamenti cita una geisha come fonte delle sue informazioni: Mineko Iwasaki.
Risulta però che, in base agli accordi stabiliti, Golden non avrebbe dovuto esplicitarne il nome; per questo motivo ha ricevuto una denuncia dalla geisha stessa, che afferma che il romanzo è inventato.
La verità non possiamo saperla, probabilmente sta nel mezzo.

Una cosa però è certa: la storia di Sayuri mi è rimasta nel cuore e la porterò sempre con me.

VOTO: 🌞🌞🌞🌞🌞
5

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E voi avete letto Memorie di una geisha? Cosa mi sapete dire del film?
Un bacione,

Silvia 💗

2 commenti:

  1. Bellissima recensione, sul mio blog trovi una recensione al riguardo se ti interessa:)

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