30 aprile 2018

La confessione di Roman Markin - Anthony Marra {Recensione no-spoiler}

Buongiorno a tutti lettori,

bentornati sul blog! Oggi vi parlo di un libro che ho deciso di leggere a scatola chiusa: lo vidi nel catalogo Feltrinelli con una breve descrizione e mi attirò subito. A volte mi manca scegliere letture di getto, senza stare a pensare a recensioni, pareri di altre persone e via dicendo. Probabilmente infatti molti di voi non conosceranno questo titolo, ma quello che posso dirvi è che stavolta ho fatto centro: ve lo consiglio davvero. Ecco la recensione de La confessione di Roman Markin di Anthony Marra.

La confessione di Roman Markin - Anthony Marra Recensione no-spoiler Felice con un libro

Titolo: La confessione di Roman Markin
Autore: Anthony Marra
Editore: Frassinelli
Data pubblicazione: 2016
Pagine: 310

Nella Russia di Stalin, a Roman Markin è stato assegnato l'incarico di censore: deve cancellare da foto e dipinti tutti coloro che sono stati dichiarati nemici del regime. Ogni giorno egli si trova ad eliminare centinaia e centinaia di volti, inizialmente con una semplice macchia d'inchiostro, poi modificando intere porzioni di opere d'arte, in modo da far scomparire la figura del traditore ed inglobarla nel paesaggio. Roman, che aveva studiato per realizzare il sogno di diventare un pittore, è bravissimo nel suo lavoro, ma ha un segreto: in ogni quadro che modifica egli aggiunge una figura sullo sfondo, mescolata al resto dell'opera. È l'immagine di suo fratello, condannato e ucciso proprio dal regime staliniano.
Quello di Roman Markin è un atto sovversivo, una rivolta silenziosa, ma anche un modo per conservare il legame con tutto quello che ha perso, con la sua umanità.

Tra i vari quadri su cui Roman pone la sua firma invisibile, ce n'è uno del famoso pittore Zacharov, che raffigura un paesaggio ceceno. Noi seguiamo il destino di questo dipinto tra passato e futuro, lo vediamo cambiare e assumere significati diversi, e guardiamo così lo svolgersi della storia russa e le sue conseguenze da un prospettiva diversa.

Forse avrete già capito che la struttura narrativa di questo libro è molto particolare. La vicenda di Roman Markin che vi ho accennato sopra è solamente il punto di partenza di tantissime altre storie, diversissime tra loro sia per ambientazione, che per periodo storico, che per stile narrativo. Si parte dal 1937, per poi passare in un colpo solo al 2013 e in seguito tornare al 2000 e poi al 1990 e così via.
Si potrebbe accostare questo libro ad una raccolta di racconti, ma in realtà non è proprio così: ogni capitolo, estrapolato dal romanzo, potrebbe essere considerato un racconto a se stante, ma all'interno dell'opera essi sono tutti collegati da un filo invisibile che i personaggi non vedono, la cui conoscenza è prerogativa del lettore. Non solo inoltre ci sono continui salti temporali e spaziali tra un capitolo e l'altro, ma anche all'interno dei capitoli stessi.
La confessione di Roman Markin è uno dei libri più frammentati che io abbia mai letto: Anthony Marra non si preoccupa di confondere il lettore, egli vuole mostrare la varietà dei gesti, dei comportamenti, dei destini delle persone, vuole mostrare le conseguenze della storia sull'umanità e quanto diversamente ognuno si trova a farvi fronte. È un romanzo che fa girare la testa: passato, presente, futuro, persone ricche, persone povere, persone condannate e persone impaurite, vecchi, giovani, bambini, uomini, donne, soldati, artisti, città inquinate, campi di sterminio e campi sterminati.
Ne La confessione di Roman Markin c'è un concentrato di vita impressionante. Marra ci mostra il cosiddetto effetto farfalla: quello che succede ad un capo del mondo, può avere conseguenze al capo opposto.

Vi confesso che in alcuni momenti non è facile seguire il filo, che ci sono capitoli e personaggi più riusciti di altri, ma comunque nel complesso il romanzo è estremamente originale e ben riuscito.

Il capitolo iniziale che fa da incipit al libro è uno dei più belli che io abbia mai letto, una storia da brividi che dà l'idea di quale sarà l'impronta principale del romanzo: la rappresentazione del dolore, delle ingiustizie, delle assurde conseguenze della storia. La Seconda Guerra Mondiale è un po' il fulcro di tutto, Marra ci fa vedere quello che ha provocato e facendolo critica aspramente una grossa fetta della storia russa.

Un autore che è stata una scoperta per me, perché non mi aspettavo una tale capacità di introspezione, di farci entrare nella mente di persone problematiche e tutt'altro che positive e farci provare empatia per loro.

Questa è la testimonianza che ogni tanto fa bene leggere qualche titolo meno conosciuto che, semplicemente a pelle, ispira. Si potrebbero scoprire delle perle.

VOTO: 🌞🌞🌞🌞
4

Se pensate che possa piacervi, vi consiglio di recuperare questo romanzo. So che è difficile fidarsi quando si ha davanti un libro poco conosciuto e quindi poco chiacchierato, ma se vi andrà di farlo fatemelo sapere e ne discuteremo insieme.

Se volete acquistare questo libro potete farlo al seguente link che vi rimanderà al sito di IBS. Acquistando qualsiasi articolo da tale link dovrei ricevere una piccola commissione che mi aiuterà a portare avanti il blog. Grazie infinite a tutti!



Spero che la recensione vi sia piaciuta,
come sempre vi mando un bacione,

Silvia 💙

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