13 marzo 2017

Cecità - José Saramago {Recensione no-spoiler}

Buongiornooo ☺

Cambio di programma, in questa settimana ho deciso di pubblicare la recensione (come potete notare ahah) di Lunedì, perché con le lezioni universitarie che sono ricominciate mi si sono sballati un po' gli orari quindi devo capire bene come organizzarmi! Vediamo così come va.

Quindi oggi iniziamo bene la settimana con una recensione super. Se vi dico Premio Nobel per la letteratura 1998 cosa vi viene in mente? Eh si, oggi sono quà per parlarvi del romanzo più famoso di José Saramago: Cecità

José Saramago Cecità Recensione

Titolo: Cecità
Autore: José Saramago
Editore: Feltrinelli
Pagine: 276

RECENSIONE:

Immaginate che sia un giorno come un altro: state svolgendo le vostre attività quotidiane, e improvvisamente diventate ciechi. Ma non di una cecità normale, buia e tenebrosa, ma anzi di una cecità bianca, splendente. E immaginate che questa cecità si diffonda come un'epidemia a tutti gli uomini. Che cosa succederebbe? Saramago ce lo racconta nel suo romanzo.

A partire dal primo uomo che diventa cieco mentre è in coda al semaforo, vediamo il diffondersi del contagio a svariate persone e vediamo la società prendere piano piano coscienza dell'epidemia. Inizialmente il governo pensa di poterla contenere e decide di mettere tutti i contagiati in quarantena in un manicomio, completamente abbandonati a se stessi e isolati da tutti. Ben presto però ci si renderà conto che il contagio non è così semplice da controllare.

Nel romanzo vediamo cosa succede nel manicomio e nel mondo attraverso gli occhi di un narratore particolare: una donna che riesce ancora a vedere, internata dopo aver finto di essere cieca in modo da rimanere insieme al marito. Attraverso di lei seguiamo in particolare le vicende di un ristretto gruppo di ciechi, quello iniziale, composto dal primo cieco, sua moglie, un vecchio dalla benda nera, una donna con gli occhiali scuri, un bambino e un oculista, marito della donna con la vista. Non si conoscono i nomi di nessuno: in mezzo a persone non vedenti sarebbero inutili.

Saramago ci racconta la nascita di un nuovo mondo di ciechi, ci fa vedere tutte le difficoltà che questa nuova condizione comporta ma soprattutto ci mostra l'emergere della vera natura dell'uomo. La cecità diventa un mezzo attraverso il quale ogni persona viene messa a nudo, mostrando il suo vero io. Essendo tutti ciechi, protetti dal fatto che non possono essere giudicati né riconosciuti, gli uomini compiono le azioni che rispecchiano la loro vera natura, senza vergogna né pudore.

La visione complessiva che Saramago ci dà di questo nuovo mondo popolato dalla cecità, è principalmente pessimista. Gli uomini sono ridotti a uno stato primitivo, animale, costretti a vivere in condizioni disumane, a lottare per il cibo e per la sopravvivenza. Cieco in mezzo ai ciechi, ogni uomo è solo con se stesso, tutta l'evoluzione, la tecnologia, le scoperte scientifiche, le invenzioni, non servono più a niente.

L’autore ci descrive episodi agghiaccianti, pietosi, in mezzo ai quali ogni tanto, seguendo il gruppetto protagonista, emerge un barlume di umanità e di speranza.

Lo stile con cui Saramago ci racconta tutto ciò è molto particolare: le frasi si susseguono l'una dopo l'altra separate esclusivamente da virgole e punti, senza quasi mai andare a capo, in una sintassi fittissima.
All'inizio è necessario abituarsi un po' a questo tipo di scrittura, che sembra voglia avvicinare il lettore alla condizione dei personaggi, i ciechi. Una scrittura quasi priva di punteggiatura infatti fa sì che non ci siano distinzioni fra descrizioni, pensieri e dialoghi. È compito del lettore capire chi sta parlando, proprio come sono costretti a fare i protagonisti.

A me è piaciuto molto questo stile e ho amato molto anche tutto il libro. L'autore in tutto il romanzo si astiene da giudizi, si limita semplicemente a descrivere scene e pensieri. Quello che accade non ha bisogno di spiegazioni, parla da solo.

Ho apprezzato molto l'idea della cecità collettiva come una sorta di punizione nei confronti dell'uomo per smascherarlo e renderlo consapevole della propria natura intrinseca. Nonostante il pessimismo di fondo comunque, io non vedo in questo romanzo una condanna completa all'uomo. Vi è secondo me anche un concreto barlume di speranza e una sorta di giustizia, anche se molto piccola, una distinzione tra gli uomini che sono intrinsecamente malvagi e quelli che, anche in una situazione del genere, riescono a mantenere dei sentimenti puri, come la generosità verso gli altri. È un libro bello perché secondo me è un libro intimo, che scava nel profondo e spinge a riflettere, spinge al dibattito. Leggendo proverete rabbia, disgusto, pena, compassione, speranza. Tante emozioni che vi porterete dietro anche molto dopo la fine della lettura.

Unico neo, se proprio devo trovarne uno: il finale secondo me poteva essere più articolato, l'ho trovato un po' veloce.

Comunque consigliatissimo.

VOTO: 5
🌞🌞🌞🌞🌞


Voi lo avete letto o avete intenzione di leggerlo?
Quali sono i vostri personaggi e le vostre scene preferite?


Fatemelo sapere nei commenti.

Io come sempre vi mando un bacione,

Silvia 💘

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