2 marzo 2017

Il deserto dei Tartari - Dino Buzzati {Recensione no-spoiler}

"...all’orizzonte ecco la striscia di uno smisurato mare immobile, colore di piombo...il buono era indietro, molto indietro e lui ci è passato davanti senza sapere."

Buongiorno a tutti!
Come state? 
Io devo riabituarmi al tran tran dell'università, che è ricominciata ieri (ce la posso fare!) 😜
Come ogni settimana, anche oggi sono quì per proporvi una recensione. Vi parlo di un libro famosissimo, che ho sottovalutato per moltissimo tempo, e che invece si è rivelato all'altezza di tutti i bei pareri che avevo sentito. Sto parlando de Il deserto dei Tartari di Dino Buzzati.

Il deserto dei Tartari Dino Buzzati Recensione

Titolo: Il deserto dei Tartari
Autore: Dino Buzzati
Editore: Mondadori
Pagine: 202

RECENSIONE

Nel suo libro più famoso Buzzati ci racconta la vita di Giovanni Drogo, un giovane sottotenente che, divenuto Ufficiale, viene assegnato alla Fortezza Bastiani. Tale fortezza è molto lontana dal paese di Drogo, ed è considerata un presidio secondario perché è abbastanza piccola e isolata. L'unico motivo per cui essa è ancora in piedi è che un lato si affaccia su una vastissima pianura sulla quale circolano, proprio all'interno della fortezza stessa, molte leggende: si dice infatti che prima o poi proprio da tale pianura arriverà un'invasione da parte del popolo dei Tartari. Per questo motivo questo grande spazio viene soprannominato Il deserto dei Tartari.

Il romanzo racconta quindi la vita di Drogo alla Fortezza Bastiani. Lui, che inizialmente è intenzionato a fermarsi pochi mesi, alla fine subisce il fascino del luogo e rimane "intrappolato" nella fortezza per tantissimo tempo in attesa di qualcosa che però arriverà quando ormai sarà troppo tardi.

Il deserto dei Tartari è un romanzo particolare perché durante tutta la storia non succede niente, assolutamente nulla. E come è possibile che Buzzati abbia riempito più di 200 pagine di parole se non succede niente? È possibile perché Il deserto dei tartari è un romanzo che parla di attesa e anche, collegato a questo tema, dello scorrere inarrestabile del tempo.

Vi ho detto prima che Drogo rimane affascinato dalla Fortezza Bastiani e decide di rimanere molto più tempo rispetto a quello che si era prefissato. Infatti questa fortezza è come se fosse un luogo isolato dal mondo non soltanto dal punto di vista fisico, ma anche dal punto di vista temporale. È come se all'interno della fortezza il tempo scorresse in maniera diversa: Drogo e i suoi compagni non si rendono conto del passare dei giorni, dei mesi, degli anni e non si rendono conto che stanno trascorrendo tutto il periodo più bello della loro vita in questo luogo.
Il ripetersi costante delle stesse azioni, il susseguirsi di giornate sempre uguali l'una all'altra, diventano una grande bolla rassicurante in cui rannicchiarsi per vivere in tranquillità senza preoccuparsi di imprevisti e senza prendere alcun tipo di decisione o di responsabilità, in attesa di un'occasione avventurosa, che forse renderà la vita più soddisfacente.

Giovanni, quando parte per la fortezza, è un ragazzo molto giovane, abituato a vivere nel suo paese, in casa sua insieme ai fratelli e alla madre ed è animato da uno spirito molto ottimista verso la vita: pensa di avere davanti a sé tutto il tempo necessario per raggiungere la soddisfazione professionale e anche personale.

"..così il cuore comincia a battere per eroici e teneri desideri, si assapora la vigilia delle cose meravigliose che si attendono più avanti; ancora non si vedono, no, ma è certo, assolutamente certo che un giorno ci arriveremo. Ancora molto? No, basta attraversare quel fiume laggiù in fondo, oltrepassare quelle verdi colline. O non si è per caso già arrivati? Non sono forse questi alberi, questi prati, questa bianca casa quello che cercavamo? Per qualche istante si ha l'impressione di sì e ci si vorrebbe fermare. Poi si sente dire che il meglio è più avanti e si riprende senza affanno la strada. "

Nella sua giovinezza e nella sua ingenuità, il protagonista non dà abbastanza valore al tempo, e pensa di averne talmente tanto a disposizione in futuro, da poterne "sprecare" un po'. Infatti, Giovanni arriva a credere alla famosa leggenda: quella secondo la quale prima o poi arriveranno i Tartari dalla grande pianura, e tutti coloro che si trovano alla fortezza avranno la responsabilità di fermarli e diventeranno degli eroi.

Il problema è che, il tempo che Drogo si troverà a sprecare in attesa dell'invasione, non è poi così poco e, mentre inizialmente vediamo il protagonista che continua a ripetersi di essere ancora giovane, di avere tanti anni davanti a sé, ad un certo punto le cose cambiano. Drogo si rende conto che gli anni della giovinezza sono passati, che il tempo inizia a pesare sul suo fisico, che le sue occasioni le ha sprecate per aspettare un evento che non si verificherà mai.

"Ma a un certo punto, quasi istintivamente, ci si volta indietro e si vede che un cancello è stato sprangato alle spalle nostre, chiudendo la via del ritorno. Allora si sente che qualcosa è cambiato, il sole non sembra più immobile ma si sposta rapidamente, ahimè, non si fa in tempo a fissarlo che già precipita verso il confine dell'orizzonte, ci si accorge che le nubi non ristagnano più nei golfi azzurri del cielo ma fuggono accavallandosi l'una all'altra, tanto è il loro affanno; si capisce che il tempo passa e che la strada un giorno dovrà pur finire." 

Giovanni però non è l'unico che ha vissuto una vita di attesa alla fortezza: insieme a lui ci sono tantissimi altri giovani. Buzzati quindi sembra volerci dire che è comune nelle persone questo atteggiamento di attesa: l'adagiarsi sugli allori convinti che l'occasione della vita arriverà da sé, senza muovere un dito.
E in effetti chi è che almeno una volta nella vita non si è comportato in questo modo? È proprio per come Buzzati ne parla, è proprio perché questo è un atteggiamento molto comune, che Il deserto dei Tartari può risultare una lettura, oltre che molto intensa, anche a tratti scomoda: io mi sono ad esempio sentita presa in causa, "colpevole" di essermi a volte comportata come il protagonista.

Quindi, se da una parte vorresti urlare a Giovanni di darsi una svegliata, dall'altra è impossibile non sentirsi un po' affini a questo personaggio.

Una cosa che mi piaciuta molto di questo libro è il fatto che Buzzati ha la capacità di farti "entrare" nella storia, tanto che durante la lettura sembra quasi di assumerne gli stessi ritmi. E la fortezza alla fine sembra quasi familiare, è come se la conoscessi passo per passo, te la vedi davanti.

Sul finale del romanzo posso dirvi che l'ultimo capitolo vale tutto il libro. Io personalmente lo trovo un capolavoro, e per quanto mi riguarda arriva totalmente inaspettato.
Non voglio anticiparvi niente quindi non mi dilungo ma sappiate che alla fine avevo quasi le lacrime. È il capitolo che ci dice se Drogo ha vissuto una vita degna di se stesso oppure no, è il capitolo che ci dice se esce da vincente o da perdente da questo romanzo. Ovviamente io non ve lo dico, sta a voi scoprirlo.

VOTO: 4
🌞🌞🌞🌞

Voi avete letto questo libro? Cosa ne pensate? Fatemelo sapere nei commenti 😊

Un bacione
Silvia 💕

6 commenti:

  1. Ciao nuova iscritta, non ho ancora letto nulla di Dino Buzzati, ma è un autore di cui ho sentito molto parlare e che mi incuriosisce parecchio.La tua recensione è molto bella, l' aggiungo alle mie prossime letture. Se ti va passa dal mio, mi farebbe molto piacere :*

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    1. Ciao! :) Grazie mille! Io Buzzati te lo consiglio, penso sia un must read! Se poi lo leggi fammi sapere se ti è piaciuto ;)

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  2. Ciao, Silvia! Sono risalita al tuo blog attraverso il tuo commento e subito mi sono imbattuta nella recensione di un libro fra quelli che più ho amato e di un autore che mi regala grandi emozioni ad ogni lettura. Forse nessun altro libro di Buzzati può eguagliare questo, ma, finora, tutto ciò che ho letto di suo merita: ti consiglio la raccolta La boutique del mistero, perfetta per gustarsi questo autore poco alla volta! :)

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    1. Ciao :) Grazie mille del consiglio e per essere passata! Mi hanno consigliato tantissimi libri di Buzzati (praticamente tutti) ;) piano piano cercherò di recuperarli.
      Buona serata!

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  3. Ciao :),io ho letto questo romanzo anni fa ,incuriosito dal film di Valerio Zurlini tratto appunto da questa opera di Buzzati ,mi è piaciuto molto ,la storia di questo giovane ufficiale in fondo ci ricorda un po'la vita di tutti noi ,ma mi è piaciuta sopratutto l'atmosfera che Buzzati è riuscito a creare ,quasi surreale come tra sogno e realtà con questa fortezza che sembra quasi stregata e che strega tutti quelli che vi entrano , molto belli i personaggi ,poi senti proprio lo scorrere e la pesantezza del tempo.
    Ottima la tua recensione e complimenti per l'entusiasmo che hai messo
    Buon lavoro:)

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    1. Ciao! Grazie mille, sono d'accordo con quello che hai detto! Anche a me è piaciuto molto, Buzzati ha un modo di scrivere che riesce a emozionare anche senza raccontare grandi avventure, è una dote che in pochi hanno :) Buona giornata!!

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